Il bagliore dell'orata
Alle prime luci dell'alba siamo sulla strada che da Sassari va alla spiaggia di Platamona; il nostro obbiettivo è insidiare le orate, che vanno in quei fondali alla ricerca di vermi e mitili.
Piantiamo le canne sulla sabbia, e ci mettiamo in attesa... passano le ore ma non si muove foglia, a parte qualche leggera flessione del cimino e qualche esca mangiucchiata, iniziammo a pensare che c'era qualcosa che non andava, quei vermi che avevamo innescato non erano apprezzati più di tanto; le orate, per il momento potevamo solo sognarcele.
Ad un tratto ebbi una folgorazione: sugli scogli affioranti lì accanto vidi passare un granchio, lo afferro e lo innesco, i risultati non si fanno attendere: non appena lanciato la canna si flette, e dopo alcuni minuti di serrata lotta, ecco emergere in tutto il suo splendore la livrea dell'orata, uno splendido esemplare di 5 chili.
Presto i miei amici si affrettano a prendere granchi e innescarli, ma è tutto inutile, ormai s'è fatto tardi, ce ne andiamo a malinquore, ma consci d'aver imparato un altra lezione per quanto riguarda le esche da usare, a seconda del posto e della circostanza.